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Strana l’atmosfera che si respira di questi tempi alla Juventus, la quiete dopo la tempesta vede tutti sposare la teoria dell’ andiamoci piano con i trionfalismi, Zaccheroni non è Harry Potter ma la sua cura serve eccome, tra campioni sul viale del tramonto in piena fase di rinascita e una squadra capace di ricompattarsi i bianconeri pensano positivo sul retour match con l’Ajax e Gigi Buffon ottimista per natura e pronto a chiudere i conti con gli olandesi gia battuti all’andata, vincere anche in Europa porta ad incrementare l’autostima, sangue nuovo come direbbe qualcuno in vista degli scontri diretti con Palermo, Fiorentina, Sampdoria e Napoli, stagione lunga ma c’è tutto il tempo per salvare una stagione nata male.
Non siamo ancora fuori dal tunnel professa Zac, ma che le tensioni del passato siano ormai alle spalle lo testimonia anche Roberto Bettega che con aria divertita si mette a fare il verso ai tifosi dell’Inter il direttore generale bianconero fa svolazzare il suo fazzoletto bianco, facendo rivivere a Vinovo la mini “panolada” dopo un fischio di Zaccheroni in allenamento.
La lunghissima crisi di gioco e risultati della gestione Ferrara è lontana, in attesa dei recuperi definitivi di Camoranesi e Trezeguet si puo anche sognare e lanciare qualche frecciatina all’Inter, Bettega che qualche giorno fa mandava a dire a Mourinho di impicciarsi dei fatti suoi ora si diverte col fazzoletto in mano, non finisce qui il gesto al popolo nerazzurro sembra non essere proprio piaciuto.
fonte:Telelombardia – qsvs.it
Nella prossima stagione l’attacco della Juventus potrebbe parlare uruguaiano. Secondo quanto riportato dall’emittente spagnola, Cadena SER, infatti, il club bianconero starebbe pensando a due bomber della Celeste per rinforzare l’anemico reparto offensivo. Oltre a puntare l’attaccante dell’Ajax Luis Suarez (23), i dirigenti di corso Galileo Ferraris starebbero pensando di portare a Torino anche il prolifico Diego Forlan (31), cannoniere dell’Atletico Madrid.
Per acquisire entrambi i giocatori, la Juventus dovrebbe scucire però la bellezza di 35 milioni di euro: 20 per la punta di diamante dei lanceri e 15 per quella dei cochoneros.
Sono questi gli acquisit che i tifosi bianconeri si aspettano per vedere la loro squadra tornare tra le grandi del calio italiano? Cosa ne pensate?
La Juventus cambia pelle lo manda a dire Alberto Zaccheroni, lo psico-lavoro messo in cantiere dal neo tecnico bianconero sta iniziando a dare i primi segnali, autostima in crescita, Amauri sulla strada del recupero morale dopo il gol di domenica, tatticamente si vedono i primi segnali del lavoro di Zac, ed anche Diego sembra aver trovato una collocazione appropriata alle sue qualità, l’unica cosa che infastidisce sono polemiche e veleni, il gruppo è unito ascolta il mister e risponde attraverso la dirigenza alle polemiche, da una parte c’è il Genoa che si sente defraudato, la dinamica del rigore di Del Piero ha fatto sbottare nell’ordine il pacato tecnico Gasperini, poi il vulcanico presidente Preziosi, furbate e slealtà all’ordine del giorno, pronte le repliche di Alessio Secco, che manda a dire che nel calcio bisogna accettare il bene e il male, al resto ci pensa Roberto Bettega, che replica alle polemiche giunte da casa Inter rispondendo a Mourinho con un bel guarda i problemi di casa tua, mentre a Preziosi manda a dire che proprio lui non può dare del furbetto ad Alex.
In questa stagione la Juve fa parlare parecchio di se, prima con la parabola discendente di risultati, il crollo degli obiettivi stagionali, il benservito a Ferrara, la scelta di Zaccheroni e adesso le polemiche, è bastata la prima vittoria dell’era Zac ad aprire la prima crepa nei rapporti di collaborazione nati da tempo con il Genoa, e a far riaffiorare polemiche a distanza con l’Inter.
La Juve sta cambiando pelle, la primavera vince per la settima volta il Viareggio, e anche Buffon chiede scusa per le bestemmie tutto sembra destinato a tornare sulla retta via.
Forse a qualche tifoso bianconero, sarà venuta un po’ di nostalgia. Non per la vittoria ottenuta, ci mancherebbe, era l’ovvia conclusione di un periodo troppo disastroso per essere veramente parte della storia della Juventus. Sono state, piuttosto, le rocambolesche e discutibili modalità con le quali i torinesi sono riusciti a spezzare le reni al Genoa di Gasperini a ricordare i tempi che furono, con annesse le tante perplessità del foltissimo nugolo di avversari, sia storici che momentanei.
Il rigore inesistente concesso a Del Piero (ad un paio di settimane da quello altrettanto discutibile con la Lazio), ha in un sol colpo riportato in auge le velleità di Champions bianconere, e rinvigorito e rinforzato una schiera di nemici che forse da Torino temevano di aver perso.
A partire dal Genoa, certo, e dalle durissime parole di Gasperini prima “Del Piero ha fatto una furbata”, ai concetti ancora più ficcanti e velenosi del Presidente rossoblu Preziosi: “Se devono per forza andare in Europa ce lo dicano, quanti biglietti servono: 25? 28? Che fine ha fatto la lealtà?”, passando ovviamente per l’immancabile stangata di Josè Mourinho, ormai un vero e proprio cult per gli appassionati del genere: “E’ incredibile quello che sta accadendo a favore della Juve. Prima contro la Lazio Saccani ha concesso un rigore che in Europa non darebbero mai, ora Mazzoleni che vede un penalty inesistente contro il Genoa. Meno male che non siamo in lotta con loro per lo scudetto, altrimenti sarei molto preoccupato”.
Juve, tranquilla: ti odiano ancora.
La lunga serie di botta e risposta fra Mourinho e la Juve si arricchisce di un nuovo episodio. A scatenare la facile ira del portoghese questa volta è stato il rigore concesso ai bianconeri contro il Genoa.
Lo “Special one” lascia intendere che secondo lui l’errore dell’arbitro Mazzoleni non sarebbe casuale, visto che già contro la Lazio Del Piero si era procurato un penalty altrettanto discutibile. Cose così, secondo il tecnico nerazzurro, accadono solo in Italia. A rispondergli ci ha pensato Roberto Bettega, che lo ha invitato a farsi i fatti suoi e a non mettere il naso negli affari altrui.
Come detto però, Inter e Juve, a quanto pare, sono due entità destinate a duellare non solo sul campo. Come dimenticare ad esempio gli alterchi verbali tra Mourinho e Ranieri?
Già un anno fa poi, Josè da Setubal, aveva messo in risalto le sviste arbitrali che a suo dire avevano favorito i rivali torinesi, e aveva profeticamente preannunciato un imminente e non meglio precisato “Giorno dello scandalo”.
Appartiene alla stagione attuale invece la celebre battuta dei calamari, serviti a Mourinho per rifarsi la bocca dopo il gol regolare annullato alla Lazio il 12 settembre scorso.
Lo scontro diretto infine, ha solo peggiorato la situazione, visto che il titolare della panchina nerazzurra non ha ancora digerito la punizione dubbia da cui è nato il primo gol della Juve, e non ha mai fatto niente per nascondere il suo disappunto per quella che ha definito una partita anormale.
Torna alla vittoria la Juventus, un sofferto 3-2 sul Genoa di Gasperini che consegna ad Alberto Zaccheroni la prima vittoria da allenatore bianconero. Successo strappato coi denti dai bianconeri, che dopo essere passati in svantaggio per via del gol di Marco Rossi, hanno ribaltato la situazione coi gol di Amauri e Del Piero, prima del pareggio ad opera ancora di Rossi e del definitivo 3-2 sempre ad opera di Del Piero che trasforma un rigore alquanto discutibile concesso dall’arbitro Mazzoleni per un fallo di Papastathopoulos sul capitano bianconero.
Ma la partita dell’Olimpico potrebbe anche rappresentare il primo precedente delle famose norme contro le bestemmie in campo annunciate nei giorni scorsi dalla Figc, che vanno a punire con la squalifica chi viene colto in atteggiamenti ingiuriosi durante le partite: la potenziale ‘vittima’ è Gigi Buffon, che, dopo aver preso il gol del 2-2 (nato a causa di un suo errore marchiano, che ha favorito il gol di Rossi ndr), è stato pizzicato dalle telecamere in un eloquente labiale blasfemo. Ma l’effettivo utilizzo della prova tv nei suoi confronti è ancora in dubbio, in quanto non è chiaro se queste norme sono state già introdotte.
Momo Sissoko ospite di un programma di Juventus Channel caratterizzato dal filo diretto con i tifosi ha spaziato su vari argomenti, dall’attuale crisi bianconera al futuro allenatore juventino. TuttoJuve.com ha trascritto integralmente la lunga intervista al centrocampista maliano,
Qual’è il rimpianto maggiore di questa stagione? L’eliminazione dalla Champions League o il fatto di non essere più in lotta per lo scudetto?
“Sono dispiaciuto per entrambe le cose. Dopo la gara con il Bordeaux tutta la squadra ha perso fiducia. Non è un bel momento però adesso dobbiamo uscire da questa situazione”.
I tifosi negli ultimi tempi vi hanno contestato. Se domenica dovessi segnare, andresti lo stesso ad esultare sotto la curva?
“Non lo so. Prima io voglio esultare con i miei compagni di squadra e dopo vediamo. Quando sei calciatore vuoi sempre esultare e soprattutto in questa situazione. Però non lo so”.
Soffri del fatto che i tifosi sono un po’ arrabbiati perchè i risultati non sono arrivati?
“Secondo me è normale, perchè loro vogliono vedere una squadra che vince. Vengono allo stadio per vedere una squadra che gioca bene e che vince. Ma sono convinto che se riprendiamo a vincere le partite i tifosi saranno ancora con noi”.
Momo, vorrei vederti con le treccine….
“Non è il mio stile. A me piace avere i capelli così o con un po’ di disegno, però vediamo nel futuro”.
Ti hanno definito l’ultima speranza della Juve, quindi hai
una responsabilità importante sulle spalle…
“Sì, lo so. Io però penso che tutti noi giocatori abbiamo qualcosa d’importante per essere grandi alla Juve”.
Che cosa pensi di Ribery? Ti piacerebbe se nella prossima stagione arrivasse alla Juve? Potrebbe essere utile?
“Ribery è un grande giocatore, tutte le squadre d’Europa vorrebbero Ribery. Se venisse alla Juve sarebbe importante per tutti”.
Cos’è successo alla Juve? Perchè siamo in questa situazione? Cosa si può fare per migliorare?
“Cosa si può fare? Lavorare. Solo con il lavoro ottieni qualcosa di importante. Ultimamente abbiamo perso la fiducia e dobbiamo ritrovarla. E lavorare solamente”.
In Italia esiste davvero il problema del razzismo o è dovuto all’atteggiamo di giocatori poco educati come Balotelli?
“Non possiamo dire che nello stadio tutte le persone siano razziste. E’ vero però che quando giochi nello stadio ci sono cinque-sei che cantano cori razzisti. Però non è una cosa esagerata. Per quanto riguarda il caso di Balotelli, è vero che lui non ha un comportamento corretto, ma gli insulti non dovrebbero essere riferiti al suo colore della pelle”.
Ti sei mai sentito insultato per il colore della tua pelle?
“Quando sono in campo io non ascolto niente. Io penso alla mia partita e voglio solo fare bene. Quello che succede fuori non mi interessa”
Forse non bisognerebbe esagerare con questi discorsi sul razzismo….
“Sì, meglio non esagerare. Meglio non parlare di razzismo, perchè è una cosa che non dovrebbe esistere nel calcio e nel mondo”.
Com’è l’umore della squadra in questo momento così difficile?
“Quando non vinci le partite è un umore un po’ difficile, però tutti i giocatori vogliono far bene e speriamo domenica di fare bene”.
Un parere sul fatto che è stata tolta la fascia di capitano a John Terry. Sei d’accordo o no?
“E’ Capello che ha preso la decisione, ma secondo me quello che succede fuori dal campo non ha nulla a che vedere con il calcio. E’ la sua vita privata ed è solo la sua. Certo se poi l’allenatore vuole far questo per il bene della squadra, è meglio così”.
E’ più difficile giocare una partita di Coppa d’Africa oppure aiutare tua moglie in casa e tenere la tua piccola Aisha?
“Più difficile giocare una partita di Coppa D’Africa”.
Il fatto che ti sia ambientato molto facilmente è dovuto al tuo carattere o ad altri fattori? Perchè altri tuoi compagni non si sono adattati come te…
“E’ semplice, quando sono arrivato, nella mia testa, volevo essere un grande giocatore qui alla Juve. Sono arrivato con moltissima fiducia e questo mi ha aiutato molto. Poi i miei compagni di squadra hanno avuto un comportamento spettacolare nei miei confronti e anche questo mi ha aiutato molto”.
Come prenderesti l’arrivo di Benitez alla Juve, visto che nell’ultimo periodo tra di voi non c’era tanta armonia?
“Normale, lui è un grande allenatore. Mi ha dato l’opportunità di giocare nel Valencia ed ho vinto il titolo con lui. Ora c’è Zaccheroni e non si sa cosa può succedere nel calcio. Ho già cambiato due allenatori. Se arrivasse Rafa, per me non ci sarebbero problemi”.
Anzi, magari ti troverà trasformato, migliorato, rispetto a quando ti aveva lasciato…
“Sì, perchè quando mi ha conosciuto ero giovane. Adesso sono più grande…”.
Cosa prevedi per l’immediato futuro della Juve?
“Io penso che sarà un futuro importante, perchè la Juve è un grande club, un club molto importante nel mondo e spero che il prossimo anno sia un anno di felicità. Spero che la Juve torni ad essere la Juve di sempre”.
Dopo l’attentato alla Nazionale del Togo, pensi che sia stato giusto svolgere lo stesso la Coppa d’Africa o pensi che sarebbe stato meglio sospenderla?
“Sarebbe stato meglio sospenderla, perchè quello che è successo è stato molto brutto. Non è stato bello per il calcio africano e per i giocatori del Togo che hanno perso due persone della loro Federazione. Sono molto triste per loro e spero che nel futuro non succedano più queste cose”.
Tu conosci Adebayor?
“Sì, dopo quello è successo gli ho mandato un messaggio e non stava bene”.
Visto che hai vissuto l’ambiente spagnolo e quello inglese, come giudichi la Juventus? Che società è? Che organizzazione ha? La puoi confrontare con le squadre nelle quali hai militato?
“Io ho firmato per la Juventus perchè secondo me è un grande club. Sono qui da due anni e posso dire che è un club di alta professionalità. Sono molto contento di stare qui”.
Se la Juve non andasse in Champions, rimarresti comunque alla Juve?
“Io ho un contratto fino al 2013, ma come ho detto sto molto bene alla Juve e voglio diventare un grande, grande giocatore qui. E per il momento resto qui”.
Senti mai la mancanza del tuo Paese? Vorresti tornare a vivere lì un giorno?
“Sì. E’ vero che sono più attaccato alla Francia che al Mali, perchè io sono nato in Francia e ho tutti i miei amici in Francia. I miei genitori fanno sempre Francia-Mali. Quando è tanto tempo che non vado il Mali mi manca. Un giorno mi piacerebbe vivere lì, mi piace la gente, mi piace star bene con la mia famiglia e con tranquillità”.
Domenica finalmente torni in campo. In bocca al lupo…
“Io sono fiducioso. E sono molto contento che i tifosi della Juve siano felici del mio lavoro. Io voglio solo che loro ci aiutino ad uscire da questa situazione. Speriamo di tornare ad essere la Juve di sempre”.
Mentre la squadra attuale continua a cercare di risollevarsi, la Juventus si muove per la prossima stagione. Ci sarà un nuovo tecnico, ma anche un profondo rinnovamento della rosa che potrebbe passare anche da Monaco di Baviera, dove sabato John Elkann, in occasione di un party internazionale, avrà un contatto coi dirigenti del Bayern: Ribery è un sogno, Bastian Schweinsteiger, 26enne centrocampista sempre piaciuto ai bianconeri, molto meno.
Definitivamente decollato ai vertici del calcio tedesco sia per il rendimento nel Bayern che per quello in Nazionale, Bastian è ulteriormente evoluto trasformandosi, specie con Van Gaal, in un giocatore completo, capace di agire sia come centrale puro, che come laterale in un centrocampo a tre o esterno vero e proprio, ruolo nel quale è nato e si è affermato. Le difficoltà oggettive per portarlo via dalla Baviera sono due. La prima è che il Bayern, club sempre e comunque di prima fascia in campo europeo, non si è mai concesso più di una cessione eccellente all’anno. Lo scorso anno, per esempio, toccò a Lucio, stavolta sarà quello di Franck Ribery, la stella più brillante destinata a essere la “galacticata” estiva del Real Madrid. Il Bayern incasserà non meno di 35-40 milioni in contanti (da aggiungere al cartellino di Robben, già arrivato all’Allianz Arena a settembre): qualcosa verrà certamente reinvestito, ma è vero che il sacrificio del francese non susciterà particolari necessità di altri soldi freschi in cassa.
Soldi che, per Schweinsteiger, non sarebbero meno di 17-18 milioni, valutazione giusta per un elemento del suo calibro e per la scadenza contrattuale, che scocca nel giugno 2012. La proprietà Juventus, però, un acquisto extra-budget lo effettuerà sicuramente: la caratura e le caratteristiche di Schweinsteiger sarebbero ideali per qualsiasi sia la soluzione di gioco scelta dal nuovo allenatore.
Le altre scelte di mercato, chiaramente, dovrebbero essere dettate da una linea di austerity o comunque di attenzione al bilancio. Si compra se si riesce a vendere (Amauri e Felipe Melo sono i primissimi indiziati, visto che ancora hanno estimatori) e magari si riporta a casa qualche elemento ancora legato alla società. Un esempio è quello di Mimmo Criscito, diventato ormai uno dei migliori esterni sinistri di difesa in circolazione: è in comproprietà col Genoa e, visto il flop di Grosso e il possibile inserimento di De Ceglie nell’operazione- Pazzini, potrebbe essere la tessera per ricompletare il puzzle della linea difensiva.
Chi si aspettava che l’ arrivo di Zaccheroni avrebbe portato subito vittorie e bel gioco ha dovuto fare i conti con la cruda realtà. Il progetto tattico del tecnico romagnolo è sicuramente interessante, ma necessita di qualche settimana per poter essere assimilato dai giocatori. Tempo che, purtroppo, la Juventus non ha.
L’ennesimo passo falso della società consiste proprio nella tempistica con cui si è effettuato il cambio in panchina: l’avvicendamento è infatti tardivo, ed è indubbio che sarebbe stato molto più sensato cambiare guida tecnica durante la pausa natalizia, in modo tale che il nuovo allenatore avesse il tempo necessario per impartire alla squadra i propri dettami tattici.
Quello che risulta evidente, a fronte di un continuo cambiamento di modulo, è che il problema della Juventus, più ancora che in una difesa colabrodo, risiede nell’attacco. E’ inutile nascondersi: il tandem Del Piero-Amauri è probabilmente il peggiore dell’intera Serie A. Sono i numeri a dirlo.
Ma se per Del Piero vige la scusante dell’età, altrettanto non si può dire del centravanti brasiliano, che negli ultimi 14 mesi ha messo a segno la miseria di 5 gol. Un bottino raccapricciante, aggravato da prestazioni a dir poco indecenti.
Ecco, allora, che Diego viene in parte scagionato: il brasiliano non è ancora riuscito a prendere in mano le chiavi della squadra, ma ha delle attenuanti significative che in parte giustificano un rendimento così modesto.
Sono sicuro, infatti, che se al posto di Del Piero e Amauri si trovasse a supportare due punte come Milito e Pandev, il suo apporto alla squadra sarebbe immensamente più redditizio. Un giocatore come Diego, infatti, basa gran parte del suo gioco sul movimento senza palla dei compagni. E’ ovvio che se non c’è nessuno che si propone con continui tagli e sovrapposizioni, il suo ruolo diventa superfluo, obbligandolo a portare troppo palla, e di conseguenza a perderla con fastidiosa regolarità.
Riaffiora, dunque, l’ennesimo peccato capitale della società: anche un incompetente avrebbe capito, in estate, che il parco attaccanti della Juventus non era minimamente adatto per un trequartista. L’unico centravanti ideale per il gioco di Diego è Iaquinta, il cui fisico di cristallo non permette, purtroppo, il massimo dell’affidabilità. L’ingaggio di Pandev a parametro 0 avrebbe quindi messo una pezza all’errore originale, ma la società bianconera ha preferito ovviare al “difetto di fabbrica”, acquistando il rientrante Paolucci. Uno che faceva panchina anche a Siena. E che soprattutto, è anche lui un centravanti statico.
Il dubbio che la società bianconera sia invasa da totale incompetenza diventa quindi sempre più forte. Fino a tramutarsi in certezza…
ll mercato di riparazione invernale della Juventus è terminato da poco ma già si parla della sessione di giugno, dirigenza sembra sempre più intenzionata a rivoluzionare la rosa: nessuno avrà privilegi o un posto garantito, e la riconferma c’è da guadagnarsela esclusivamente sul campo da qui a fine stagione.
Chi sarà il predestinato a fare le valige e chi a dar vita alla nuova Juve, proprio dalle cessioni, e dai ricavi verranno determinati gli acquisti, al momento Del Piero, Buffon, Iaquinta, Sissoko e Chiellini (in fase di rinnovo contrattuale) sembrano nella lista degli intoccabili mentre Cannavaro, Grosso, Grygera, Salihamidzic e Legrottaglie potrebbero non avere un grande mercato per ragioni di età.
Melo e Diego, onerosi investimenti del mercato estivo, difficilmente saranno spediti altrove, proprio per non svalutarne l’acquisto.
Amauri flop d’annata e Trezeguet anche lui anagraficamente datato potrebbero trovare interessanti acquirenti all’estero, De Ceglie, Marchisio, Candreva, Giovinco e Iago potrebbero rappresentare il nuovo ciclo della Juventus ed esenti dalla rivoluzione Juve, nomi nuovi non mancano, i sogni si chiamano Pazzini, il doriano è in cima alla lista della dirigenza seguito da Edinson Cavani del Palermo e Giuseppe Rossi del Villareal.
Per la difesa, proprio in chiave ringiovanimento rosa si pensa a Leonardo Bonucci del Bari e Simon Kjaer pupillo di Zamparini al Palermo, piacciono anche Philip Lahm del Bayern Monaco e Rafinha dello Schalke.
In mezzo al campo le opzioni sono italiane con D’Agostino sempre in cima alla lista dei desideri e Afellay del Psv e Schweinsteiger del Bayern Monaco.
Idee chiare per la rivoluzione Juve ma c’è da rimboccarsi le maniche, spendere e non buttare alle ortiche questa stagione, obbligo di tentare di tornare a vincere prima possibile per non uscire di scena nell’ipotetica stagione del riscatto.






















